Intervista sul Resto del Carlino su elezioni Rettore UNIURB

La scelta del prossimo Rettore dell’Università degli Studi di Urbino rappresenta un passaggio di straordinaria importanza non soltanto per l’Ateneo, ma per l’intera città e per il territorio provinciale e regionale

Non dovrò scegliere il prossimo Rettore, ed è una prerogativa che spetta al mondo accademico, dai professori, al personale, agli studenti.
Tuttavia credo sia importante interessarsi su questo passaggio fondamentale.
Le tre candidature che sono oggi in campo offrono visioni e sensibilità differenti, ma ciò che conta maggiormente è la capacità di interpretare una fase storica caratterizzata da trasformazioni profonde che richiedono una forte alleanza tra Università, istituzioni locali, sistema economico e comunità.

L’Università di Urbino non è semplicemente un grande ente formativo: è la principale economia ed il primo motore della città .

E’ il principale elemento identitario della città, una leva culturale, sociale ed economica senza il quale sarebbe difficile immaginare il futuro di Urbino. Per questo motivo il prossimo Rettore o la prossima Rettrice sarà chiamato/a a svolgere un ruolo che va oltre la gestione accademica, assumendo una funzione di guida strategica per lo sviluppo del territorio.

La prima grande sfida è quella demografica. Lo spopolamento delle aree interne e il calo della natalità stanno riducendo progressivamente il bacino di studenti potenziali. Questa dinamica riguarda tutto il Paese, ma colpisce in modo particolare realtà come Urbino. Per affrontarla non sarà sufficiente mantenere l’attuale attrattività dell’Ateneo: occorrerà aumentarla, costruendo una proposta formativa sempre più innovativa e capace di richiamare studenti da tutta Italia e dall’estero.

A questa si affianca la crescente competizione tra atenei. Negli ultimi anni le università italiane hanno investito in internazionalizzazione, servizi agli studenti, ricerca e infrastrutture. Parallelamente si è intensificata la concorrenza internazionale, con università europee che competono per attrarre studenti, docenti e ricercatori. Urbino dovrà continuare a valorizzare la propria unicità: una città universitaria a misura di studente, un patrimonio culturale riconosciuto a livello mondiale e una tradizione accademica di altissimo livello. Tuttavia, questi elementi da soli non bastano più. Servono investimenti, innovazione e una forte capacità di fare rete.

Il tema delle infrastrutture e dei collegamenti resta poi fondamentale. L’attrattività di un Ateneo dipende anche dalla sua accessibilità. Studenti, ricercatori e docenti devono poter raggiungere Urbino facilmente e vivere in una città capace di offrire servizi adeguati, alloggi, opportunità culturali e occasioni di crescita personale e professionale. Su questo terreno è indispensabile un lavoro condiviso tra Università, Comune, Provincia, Regione e Governo nazionale.

Vi è poi la sfida del rapporto con il mondo del lavoro. Oggi i giovani chiedono percorsi formativi sempre più collegati alle opportunità occupazionali, senza rinunciare alla qualità della formazione umanistica e scientifica che rappresenta uno dei punti di forza storici dell’Ateneo. Sarà necessario rafforzare le relazioni con imprese, istituzioni, terzo settore e reti internazionali, favorendo percorsi di ricerca, innovazione e trasferimento delle conoscenze.

In questo contesto, la politica dovrà saper svolgere un ruolo di accompagnamento e sostegno. Difendere l’Università di Urbino significa difendere il futuro della città e del territorio. Tuttavia, la difesa dell’Ateneo non può tradursi solo in una logica di chiusura o di isolamento. Al contrario, la prospettiva deve essere quella di una crescente apertura verso collaborazioni nazionali e internazionali, verso alleanze accademiche e scientifiche, verso una presenza sempre più forte nelle reti europee della ricerca e della formazione.

L’auspicio è che il confronto tra i candidati possa concentrarsi proprio su questi temi strategici: il futuro Rettore o la futura Rettrice avrà certamente la responsabilità di guidare l’Università, ma il successo di questa missione dipenderà dalla capacità di costruire una visione condivisa con la città e con tutte le istituzioni del territorio. Urbino e il suo Ateneo sono destinati a crescere insieme oppure a indebolirsi insieme. Sicuramente serve un confronto diverso da quello che si è avuto in questi ultimi anni tra l’amministrazione e l’Ateneo…

Io penso che sia da questa alleanza che dipenderà la capacità di Urbino di continuare a essere una delle città universitarie italiane più attrattive e un punto di riferimento culturale riconosciuto a livello internazionale.

E se dovessi essere un elettore attivo per l’Ateneo chiederei ai tre candidati: 

  1. Come intende contrastare gli effetti dello spopolamento e del calo demografico sull’attrattività dell’Università di Urbino
  2. Quale modello di collaborazione immagina tra Ateneo, città e territorio per favorire sviluppo economico, innovazione e occupazione qualificata
  3. Quali azioni concrete propone per rafforzare il posizionamento internazionale dell’Università di Urbino senza perdere il legame storico e identitario con la città

Chi segue e si occupa di politica ad Urbino dovrebbe seguire ed occuparsi di queste priorità.

Purtroppo vediamo invece che l’amministrazione è più concentrata a capire che posti occupare in futuro…

Federico scaramucci 

Capogruppo PD URBINO