Creando sinergia per il futuro delle Marche 

Ieri pomeriggio ho avuto l’onore di partecipare a un tavolo di confronto a Urbania insieme al Sindaco Marco Ciccolini e al Vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori. Un incontro nato da una visione chiara: costruire un’alleanza tra Marche e Umbria, per dare più forza e più voce al cuore dell’Italia.

Questa sinergia non è solo un’opportunità, è una necessità. Oggi i grandi temi non conoscono più confini regionali: dalla sanità, sempre più indebolita da tagli e carenze di personale, ai servizi territoriali spesso insufficienti. Unendo le forze, Marche e Umbria possono lanciare un segnale forte al Governo. Impegnandosi a battersi affinché venga aumentato il tetto della spesa sanitaria nazionale, così da assumere più medici e infermieri e garantire servizi adeguati ai cittadini. Rivendicando con decisione il diritto a un Centro Italia più coeso, più competitivo e più ascoltato.

Le affinità tra le nostre regioni sono evidenti afferma Tommaso Bori: dall’entroterra che soffre isolamento e spopolamento, alla sfida di valorizzare cultura e turismo come motori di sviluppo. L’Umbria ha già intrapreso un percorso di riforma importante, con l’abrogazione di normative frammentarie e la creazione di un testo unico per il settore culturale, investendo risorse pubbliche per nuovi posti di lavoro e nuove opportunità.

Un modello che merita attenzione e che può diventare fonte d’ispirazione anche per le Marche. Una volta eletto in Consiglio Regionale, mi impegnerò con determinazione a promuovere una legge specifica sulla cultura e sull’impresa creativa: uno strumento capace di valorizzare il nostro territorio, ricco di un patrimonio artistico e culturale che va messo al centro e fatto conoscere sia a livello nazionale che internazionale. Accanto a questo, intendo sviluppare progettualità concrete per sostenere e valorizzare i professionisti del settore culturale e turistico, mettendo a disposizione l’esperienza che ho maturato negli anni come imprenditore turistico. Seguendo ancora il modello umbro, credo sia fondamentale mettere in rete le fondazioni culturali, così da rafforzare le sinergie tra pubblico, privato e terzo settore. In questo modo potremo avviare una vera co-progettazione, capace di unire attori diversi attorno a un obiettivo comune, valorizzare la cultura.

Questo è solo uno dei tanti cambiamenti concreti che vorrei portare nelle Marche: costruire una Regione che sappia credere davvero nelle proprie eccellenze e trasformarle in motore di sviluppo.  Il terreno comune è vasto: dai festival di rilevanza nazionale che l’Umbria ha saputo far crescere, alle potenzialità turistiche delle Marche ancora in parte inespresse. Creare un tavolo stabile di confronto significa mettere in rete risorse, sostenere le imprese, accompagnare gli operatori del settore e aprire il territorio a nuove presenze, anche internazionali.

Le sinergie, però, non possono limitarsi alla cultura: devono concretizzarsi anche nei trasporti. Ritengo strategico creare un collegamento tra l’aeroporto di Ancona e quello di Perugia, ampliando così le connessioni tra le due regioni e favorendo un flusso più ampio di persone. Allo stesso tempo, è fondamentale lavorare in concerto con gli aeroporti di Rimini e Pescara: una rete integrata che unisce quattro regioni e che può generare un impatto economico e turistico decisivo per le Marche.

Perché una regione che sa investire bene le proprie risorse è una regione che migliora la vita dei suoi cittadini. Ed è proprio questo il nostro obiettivo: restituire dignità, rafforzare il welfare, valorizzare cultura, turismo e realtà sociali, per costruire un futuro che non lasci indietro nessuno.

Le Marche hanno bisogno di un cambio di passo, di proposte concrete e di una visione capace di guardare oltre i confini. Lavorare insieme all’Umbria significa trasformare una sfida in un’opportunità storica: fare del Centro Italia non una periferia dimenticata, ma un motore di sviluppo nazionale.