Portare in Regione la forza del turismo e un progetto di sviluppo condiviso
La Regione Marche ha bisogno di una rappresentanza concreta, vicina al lavoro, alle imprese e ai cittadini. È per questo che voglio portare la mia esperienza e il mio impegno per affrontare i nodi cruciali che oggi pesano sulla vita delle persone: sanità, trasporti, università e infrastrutture.
Oggi le Marche sono la terzultima regione italiana per arrivi di turisti stranieri. Serve una governance partecipata, un osservatorio con dati certi, un riequilibrio dei flussi tra costa ed entroterra. Voglio investire su formazione, sostenibilità e qualità ambientale. L’Atim, così com’è stata strutturata, non ha funzionato: bisogna costruire strumenti nuovi, concordati con gli operatori.
Ma non c’è solo il turismo. Credo sia fondamentale garantire a ogni cittadino, ovunque viva, il diritto alla sanità pubblica. Dobbiamo contrastare la chiusura dei servizi e potenziare la medicina territoriale. E ancora: servono strade migliori, trasporto pubblico moderno e infrastrutture digitali all’altezza, perché in troppe aree la banda larga è ancora un miraggio. Penso anche al ruolo delle università, in particolare Urbino, che va sostenuta e resa sempre più connessa al mondo delle imprese. Per me il turismo è molto più che un settore economico: è un motore sociale e culturale. In questi anni non è stato considerato davvero strategico dopo la manifattura. Io non faccio promesse, ma prendo impegni: rappresentare un territorio significa coinvolgere chi ogni giorno lavora, innova e ci mette passione.
Credo che le Marche abbiano bisogno anche di un’identità più forte. Quando incontro colleghi all’estero, spesso scopro che la nostra regione è poco conosciuta. Eppure chi viene, resta affascinato e torna. I repeater sono tanti. Questo ci dice che dobbiamo farci conoscere meglio, soprattutto a livello internazionale.
Il mio metodo è chiaro: costruire un dialogo costante e vero tra imprese, istituzioni e comunità locali. Un dialogo che nasce dal riconoscere interessi comuni: sviluppo economico, qualità della vita, opportunità per i giovani. Per questo propongo tavoli permanenti di confronto e co-progettazione, nei campi della formazione, della transizione ecologica e delle infrastrutture digitali. Solo così il dialogo smette di essere formale e diventa un processo continuo, capace di rafforzare la competitività e la coesione sociale.
La mia candidatura nasce da qui: dalla convinzione che le Marche possano crescere valorizzando ciò che abbiamo di più prezioso, il nostro capitale umano e territoriale. Voglio portare in Regione la forza del turismo, delle imprese e delle comunità, trasformandola in un progetto di sviluppo condiviso per tutti.